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La Cantina nel pozzo - Il nostro territorio

Il popolo dei Piceni viveva nell'Età del Ferro in Italia, nel versante adriatico, tra i fiumi Foglia e Pescara. Il territorio piceno comprendeva dunque tutte le odierne Marche e la parte settentrionale dell'Abruzzo (che corrisponde grosso modo all'attuale Provincia di Teramo).

L'origine mitica dei Piceni è legata ad un rito di ver sacrum (primavera sacra), con il quale si consacravano agli dei i nati durante la primavera. Essi, una volta divenuti adulti, lasciavano il proprio territorio per colonizzare una nuova terra, costituendo così un nuovo popolo. Il ver sacrum dal quale si originò il popolo piceno fu celebrato dai Sabini. Il totem (animale-guida) che seguirono i Piceni alla ricerca della loro sede fu il picchio verde, e da questo animale essi presero nome: Piceni significa infatti, per la maggior parte degli studiosi "giovani del picchio verde". La mitica origine sabina del popolo piceno è confermata da studi linguistici ed archeologici. Anche l'importanza dei totem è confermata da testimonianze archeologiche, come il coperchio bronzeo con statuette di guerrieri che danzano intorno al totem, conservato al Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona. Probabilmente però, la cultura Picena in senso lato, nacque dalla fusione della componente sabina con una precedente civilizzazione di origine orientale, transadriatica, forse non indoeuropea, riconducibile al mitologico re Asi. Questo spiegherebbe l'origine etimologica di toponimi come Ascoli, Aso ed altri, tesi confermata dalla parola "askl" che in Anatolia indicava centri abitati fortificati. Sempre di origine mediorientale era anche il culto preromano della Dea Cupra, il cui tempio nei pressi dell'odierna Cupra Marittima, era un centro religioso rilevante che mantenne importanza anche in epoca romana.

I Piceni furono il primo popolo che diede unità culturale alle attuali Marche, e per questo motivo l'odierno stemma di questa regione è il picchio verde. I centri principali erano Novilara, nei pressi di Pesaro, Ancona, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno, per citare solo i principali. Quasi tutti gli odierni centri collinari marchigiani vantano origini picene. Una importante necropoli picena è quella di Campovalano, nel territorio abruzzese della Provincia di Teramo. Nel IV secolo a.C. i Galli senoni giunsero dal Nord ed occuparono tutto il territorio piceno a Nord del fiume Esino che i romani chiamarono Ager Gallicus; inoltre i Greci di stirpe dorica provenienti da Siracusa fondarono la colonia di Ancona, assorbendo il precedente villaggio piceno. Era l'inizio di un'era di grandi cambiamenti, che sfociò nella Battaglia di Sentino (295 a.C.). Questo scontro armato, detto anche la Battaglia delle Nazioni dell'antichità, vide i Romani e i loro alleati Piceni, sconfiggere i Galli, gli Etruschi, gli Umbri e i Sanniti. Nonostante la vittoria, il destino dei Piceni era ormai segnato: i Romani rapidamante si insediarono nelle Marche fondandovi colonie. Il territorio piceno si avviava a diventare la quinta regione dell'Impero Romano, il Picenum, per l'appunto.

L'alta qualità ed originalità dell'arte picena, le iscrizioni che iniziano la storia nelle Marche, gli eccezionali corredi di armi e di ornamenti femminili, portano a considerare i Piceni il corrispettivo degli Etruschi sul versante adriatico.

Le città storiche più importanti

Ascoli Piceno, è una città ricchissima di storia nella quale le varie civiltà si sono integrate a meraviglia. La prima tappa è Piazza del popolo, il cuore della città, circondata dalla Chiesa di S. Francesco (1258), dal Palazzo dei Capitani (1535), (1535), dalla Loggia dei Mercanti. Di rilevante valore artistico le chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio realizzata nel corso di varie epoche, il Duomo dedicato al patrono San'Emidio, il Battistero, pregevole costruzione del XII sec. Altra città di antichissime origini è Fermo, città che assieme ad Ascoli fu uno dei centri più fiorenti dell'epoca romana fino ai fasti medioevali. D'obbligo una visita alla Pinacoteca comunale, alla Biblioteca comunale con stampe, incunaboli e manoscritti vari, a Piazza del Popolo ed al Museo di Scienze Naturali. Offida custodisce numerose testimonianze che provano il suo glorioso passato. Le mura castellane si presentano ancora in buono stato così come la Rocca. Davvero singolare la piazza triangolare dominata dal Palazzo comunale, che ospita una pregevole raccolta di reperti piceni e romani. Maestosa e affascinante l'Abbazia di Santa Maria della Rocca, uno dei più significativi monumenti romanico-gotici delle Marche. Un piccolo gioiello dell'intera provincia è Ripatransone che offre una vasta raccolta di reperti preistorici, piceni e romani presso il Museo Archeologico Cellini. Da vedere ancora la Cattedrale, il Palazzo del Podestà, iniziato nel 1304 e completato nel secolo scorso. Da non perdere la Corte delle Fonti, recentemente restaurata e, nel bellissimo centro storico, il vicolo più stretto d'Italia, largo solo 43 cm. Itinerario da completare con puntate a Grottammare che presenta uno stupendo vecchio incasato; Acquaviva Picena, dove svetta la mastodontica fortezza del XIII sec. e altri piccoli gioielli.

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